Recensioni

I racconti di Andre Dubus in “Ballando a notte fonda”

26 Febbraio 2019

Mi piacciono i racconti. Ho sempre pensato che siano un modo di scrivere estremamente intelligente e molto complicato. Raccontare storie belle e appassionanti senza scadere nel banale in così poche pagine è un’impresa assai ardua. Quindi, quando mi trovo di fronte ad un libro così perfetto per scrittura, ritmo, profondità, empatia non posso che commuovermi e non posso che parlarne. Non a caso, Andre Dubus fu allievo di un altro grandissimo scrittore americano, autore di romanzi e racconti, di nome Richard Yates.

Ballando a notte fonda è diviso in 14 racconti l’ultimo dei quali è anche il titolo del libro. Le storie di vita dei personaggi toccano la guerra, il matrimonio, la famiglia. Direi che la guerra è simbolicamente una presenza costante perché in qualche modo sono tutti reduci. Reduci da delusioni, fallimenti, errori.

E’ successo qualcosa nella vita di questi uomini e queste donne che li ha profondamente segnati. Come dice Paolo Cognetti nella sua bellissima prefazione, sono stati “mutilati”. Noi però, nella gran parte di questi racconti, li conosciamo solo dopo.

In poche pagine scopriamo donne e uomini scossi e spaventati da ciò che hanno passato e da quello che li aspetta. Veri nella loro forza e debolezza. Soffrono il peso di una responsabilità o di un errore commesso al quale vorrebbero rimediare. Provano un senso di vergogna per ciò che hanno fatto o che hanno pensato di fare. Sono profondamente delusi ma non vogliono arrendersi. Dubus ha la capacità di scavare nell’intimo senza pregiudizi e inganni mettendo a nudo i sentimenti e le emozioni.

Potrebbe sembrare un libro angosciante? Del tipo: storie di gente che si strugge! Assolutamente no! In realtà ci tengo a dire che oltre ad essere secondo me molto bello stilisticamente, è un libro sincero che infonde speranza e fa credere di nuovo che grazie alla trascinante forza dell’amore alla fine tutto possa essere se non guarito almeno lenito. Da questo punto di vista credo che sia fortemente ispirante e che si presti benissimo anche ad essere regalato. E’ un libro che dà coraggio e che alla fine ti fa stare bene. Tutti lottiamo contro qualcosa, abbiamo subito e inferto delle ferite o perso l’amore senza mai accettare questa perdita. Dubus però lascia aperta la porta della speranza, perché crede nella straordinaria capacità di noi esseri umani di risollevarci.

La musica era rilassante e adorabile ed Emily aveva guardato Kirk e aveva sentito che ogni cosa buona era possibile.

“Dovrebbe essere così”, pensò adesso, “qualcosa di imprevedibile che giunge da fuori e ci riempie. Qualcosa che cambia il modo in cui vediamo ciò che vediamo. Qualcosa che ci permette di vedere ciò che non vediamo.”

Un piccolo assaggio di qualche racconto in ordine sparso

Una canzone d’amore

Catherine ha 38 anni, due figlie e un marito. Ama suo marito con passione, devozione e trasporto ma quel profumo estraneo oggi sulla giacca, domani sul maglione entra prepotente nella loro vita. Il tradimento non è più un’ombra, è stato confessato. Passa del tempo, il torpore iniziale si sostituisce alle uscite con le amiche divorziate e agli incontri con altri uomini. Catherine da l’impressione di non volersi impegnare piuttosto che voglia assecondare solo i desideri della carne. Suscita addirittura invidia nelle amiche per questo, di loro che ancora rincorrono il sogno di una relazione stabile.

Ma cosa desidera davvero Catherine? Si possono ricucire gli strappi dell’anima causati dalle persone che abbiamo amato profondamente?


L’intruso

Kenneth è un ragazzino dalla fervida immaginazione, ama la solitudine e i voli pindarici della sua fantasia lo portano continuamente lontano. Kenneth vive con suo padre, sua madre e sua sorella Connie di poco più grande. Una sera i genitori escono e non saranno presto di ritorno. Connie è un’adolescente, fuma di nascosto e si prende la libertà di invitare un amico. E’ una serata tranquilla e nulla lascia presagire ciò che accadrà poco dopo. Qualcosa sconvolgerà per sempre le loro vite lasciando una cicatrice indelebile.

La moglie del colonnello

Poi ci sono Robert e Lydia. Lui colonnello in pensione che ha fatto la guerra, lei bella donna che si prende i suoi piccoli spazi mentre bada al marito inchiodato al letto dopo una brutta caduta da cavallo venendone fuori con entrambe le gambe rotte. Robert uomo vigoroso e abituato al movimento si ritrova a convivere con una situazione di stasi, di assenza di movimento. Il tempo a disposizione è tanto per guardare l’ambiente che lo circonda come la sua casa con la presenza costante di Lydia in ogni cosa. Proprio grazie a questo tempo comincia a vedere sua moglie come mai fatto prima. Qualcosa emerge e loro si ritroveranno faccia a faccia a confessarsi. In un cammino simbolico fatto appunto di confessioni, pentimenti e compassione reciproca, Robert e Lydia si incontreranno di nuovo per conoscersi raccontandosi come mai prima di allora.

Vi lascio con quest’atmosfera in bilico tra il che cosa è successo e che cosa succederà. Spero di essere riuscita a farvi entrare un pò nel mood del libro e soprattutto che possiate apprezzarlo come l’ho apprezzato io.

Se ne avete voglia lasciate un commento!


Ballando a notte fonda

pp 224 – 17,90

Autore: Andre Dubus

Casa Editrice: Mattioli 1885

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